Vita di Pi


A Natale è bello andare al Cinema! Qualunque cosa venga proiettata sul bianco lenzuolo!

La programmazione del cinema vicino a  casa – NON MULTISALA – prevedeva Hotel Transilvania.

A causa della festività la programmazione ha cambiato rotta, orientando la bussola verso sto film così claustrofocbico e del tutto privo di impronta . . .VITA DI PI.

 

BENE.

 

In due parole:

colta da tristezza vedendo che il cinema ha ancora bisogno di espedienti per vivere.

 

Scenari magnifici, luminosi pieni di colori e di “vita”, il 3D come negli anni 50… Tra un po’ ci faranno guardare i film in macchina sperando nella fornicazione piuttosto che nella fruizione del prodotto – tanto i figli non li facciamo lo stesso.

 

La storia nella storia che senza maestosità di tecnica grafica diventa GNIENTE.

E peggio, la dimostrazione di questo avviene nell’ultima scena, quando Pi racconta la storia di comodo – o reale – ai due ingegneri giapponesi.

PERCHE’ E’ AFFONDATA LA NAVE?? Chiaro, davanti ad una inquadratura su fondo bianco, con giustissima luce da ospedale, cosa vuoi pretendere? Il fascino della narrazione? No, quello lascialo alla tigre sulla scialuppa, tigre disegnata esattamente come il mio Gatto, come il felino di casa che ti da soddisfazione quando ti obbedisce e che ti spaventa quando si ribella.

 

Ma Malik, non aveva fatto un film sul senso del vita uscito a maggio del 2011 un tantino più condito? Con effetti speciali si, ma usati non sulla natura che ormai vogliamo vedere come è realmente, ma su qualcosa che ancora non conosciamo, l’universo come ovulo fecondo.

Lì avevo pianto.

 

Insomma, l’insoddisfazione e la noia più totale. E io posso scriverlo, dato che non sono pagata da nessuno per recensire un film! E lo dico perché non voglio essere scettica, ho cercato recensioni varie e non ho trovato qualcosa che mi spiegasse i perché, ho trovato solo recensioni con commenti del regista che appunto giustificava le sue scelte con l’uso della tecnica. Bè.. la tecnica è importante per lo sviluppo cinematografico, fotografico, tecnico e tutto quello che vuoi. Ma una cosa è puntare tutto sulla tecnica, un’altra è usare la tecnica per dare fondamento e vita ad un pensiero da condividere.

Ma il cinema che ti fa fare domande,  dove minchia è finito????

E mi dispiace, perché Ang Lee è taiwanese, ma ha fatto un film più occidentale di me… E per questo avrà successo. Dov’è la spiritualità orientale? Continua a fare l’incredibile Hulk piuttosto, dai!

E Gesù Cristo, Buddah e tutti gli Dei Indiani che ci hanno ficcato dentro, che cacchio c’entrano???

Si nominano e allora è Natale?

 

Bo.

 

Però ho visto anche lo Hobbit, sottoscrivo questa recensione, che ora rileggo, così vado a fare le ninne contenta e ridendo!!



Posted on dicembre 26th, by Alice Durigatto in Cinema, TUTTE LE NUOVE.