Gente a naso


Gli odori sono come le persone, sia i profumi che le puzze, ti lasciano qualcosa. Anche il più stupido degli uomini, comunque può darti qualcosa.

Il salotto di casa sta profumando di tipografia perché sono arrivati pieghevoli e manifesti. L’odore della carta mi fa ricordare di quando ero piccina e papà mi portava in tipografia avvolta dal frastuono delle macchine da stampa. Nonostante l’udito sovrastasse l’olfatto quello che è rimasto è il ricordo del profumo.

Il pensiero, a proposito di carta, corre presto al ricordo di quella gita alle elementari. La visita alla cartiera, quindi l’odore della cellulosa diventa simile all’odore del malto, che diventa simile all’odore del mangime per i conigli che la zia distribuiva tra i corridoi delle gabbiette in cui vivevano quelle albine bestioline che cacavano come leoni. E quindi l’odore tachente delle cacchette a pallini che diventavano quintali di letame in cui morì il cane inciampando dentro al letamaio.

Il cane puzza. Quando è bagnato puzza ancora di più e ricordo una compagna di classe delle superiori che aveva bellissimi dread che curava attorcigliandoli con un uncinetto. Anche quelli quando erano bagnati puzzavano di cane.

Il pelo.

C’era una mia amica che usava le salviette umide e profumate di lavanda per pettinare la sua gatta. Cacchio, immagina l’odore caldo del pelo del gatto misto all’odore viola della lavanda chimica in salvietta. Lo zimbello dei gatti del cortile!

Gatti che partoriscono. Sangue, merda, mestruo. Odore della testa dei bebè. Latte.

Caffè a letto alla mattina e finestra aperta dopo una notte di pioggia.

L’erba bagnata, l’erba appena tagliata.

Il sambuco, il gelsomino, il tiglio. L’allergia ed il naso chiuso.

Insomma, la puzza della merda che concima i campi è puzza buona. La puzza dei cassonetti della nostra immondizia è puzza cattiva.

Quando ascolti anche il più stupido degli uomini perché non si sa mai che la sua testa possa comunque partorire una idea, che sia da un ricordo, da una lettura, da una sbronza o da un flusso di parole, ricordati che non ci si abitua alla puzza dei cassonetti e non è per niente confondibile con il letame dei campi. I cassonetti evocheranno sempre le sensazioni che non riescono ad essere spazzate via dal vento salato in riva al mare di notte.



Posted on maggio 23rd, by Alice Durigatto in Storie, TUTTE LE NUOVE.