Caro Babbo Natale…


Bene. Sto bene, grazie!

Accomodati, togli la tua casacca da vescovo e rilassati, ti verso uno shot di whisky, l’ho preso dai finimenti di Rudolph, stava esagerando.

Devi fare tutto il giro del mondo in una notte e preparare i regali in quanto? Meno di un mese senza considerare i bambini ritardatari con le lettere, normale amministrazione, oramai qui una fattura chiusa in busta arriva dopo una settimana da Fagagna a Udine! Anche per me, che non ho i tuoi poteri magici le tue polverine magiche, dicembre è un mese fittizio. Per colpa del Natale dura 23 giorni, o al massimo 24. Forse dura anche meno se consideriamo La Madonna, Santa Lucia e Chi Altri. Dicembre porta ad una frenesia condizionata, non solo per la ricerca dei regali, che quello vabbè, è il capro espiatorio di un ansia che va oltre; finire l’anno, accanirsi sulle cose lasciate in sospeso, farsi pressione a vicenda. Non è che con quei leciti sette giorni in più le cose migliorerebbero, eh, per Dio! Però sarebbe uguale a Gennaio, Marzo, Maggio eccetera… Solo che con dicembre l’anno si chiude.

Si festeggia la nascita di Gesù, certo, ne colgo l’importanza, ma la sua resurrezione potrebbe essere più importante, da un punto di vista religioso. Ma a Pasqua non c’è tutta questa seccatura. Perché non è lo stesso?  Natale è la festa più sentita, per il suo folclore e per i regali, ma se per te restano saldi i valori dell’amore, della condivisione, dello spirito caritatevole e della famiglia, perché avresti deciso di andare a trovare le persone una sola volta all’anno?

Domani vedremo da che parte tira il vento, berremo vin brulè vicino ad un falò e ci libereremo dei led colorati che torneranno in soffitta, come anche le canzoncine e la bontà.

Sabato e domenica gli strascichi delle feste e poi, con lunedì tutto tornerà consueto, fatto di meno circostanze e più realtà!

Il Natale è come andare in auto verso sud-est, al mattino d’inverno, in Friuli: non ci vedi un tubo perché hai il sole basso dritto agli occhi e perdi i punti di riferimento. Niente più alberi, niente più monti, niente più paesi attraversati dalla statale, solo campi, chiesa e bivio, campi, chiesa e bivio.

Aspetta, ti verso un altro sorso!

Ma dimmi, Babbo, quante sigarette elettroniche hai portato agli autisti dei corrieri espresso per conto di Amazon?